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Scrivere la storia, scrivere le storie

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Conversazione con Javier Cercas e José Manuel Fajardo
conduce Pino Cacucci

«Non mi piace che i miei libri siano considerati romanzi storici. Questo termine è un ossimoro: o sono romanzi o è storia»: così Javier Cercas rifugge un’etichetta spesso attribuita ai suoi romanzi e rivendica la materia inventiva dei suoi racconti. Tuttavia un segno distintivo nelle sue opere, come in quelle di José Manuel Fajardo, altro grande scrittore spagnolo, è la ricostruzione storica di eventi, piccoli e grandi, che fanno parte della memoria collettiva di un Paese, di una generazione. Come se raccontare un’esperienza individuale attraverso la letteratura fosse comunque occasione per indagare e portare nuova luce ad aspetti trascurati della Storia. Pino Cacucci interroga i due scrittori per provare a svelare come “scrivere le storie”, significhi, a volte, “scrivere la storia”.

 

José Manuel Fajardo
ha passato la maggior parte della sua vita a Madrid. Ha interrotto gli studi di legge durante le agitazioni degli anni successivi alla morte di Franco per dedicarsi al giornalismo culturale. È stato redattore di numerose riviste, tra le quali i quotidiani “El País” e “Liberación”, ed attualmente collabora al quotidiano “El Mundo”. Presso Guanda ha pubblicato: Lettera dalla fine del mondo (1997), Al di là dei mari (1999), Una bellezza convulsa (2002), Vite esagerate (2004), Il sapore perfetto (2006), Il mio nome è Jamaica (2011).

 

Pino Cacucci
Traduttore dallo spagnolo e coautore di soggetti e sceneggiature cinematografiche, ha soggiornato a lungo all’estero, soprattutto in Messico. Quest’esperienza permea la sua vasta produzione, che comprende raccolte di racconti, il libro di viaggio La polvere del Messico, romanzi e biografie incentrati su personaggi rivoluzionari e anticonformisti delle vicende messicane, tra passato e presente. Tra i molti titoli: Puerto Escondido (da cui il celebre film di Gabriele Salvatores), Demasiado corazón, Ribelli, Nahui, Nessuno può portarti un fiore.

 

Giovedì 21 marzo ore 20.45
Convento San Francesco
Ingresso libero